Da tempo meditavo di scrivere un articolo riguardante questa piazza dove purtroppo risiedo, spero ancora per poco, giacché è diventata davvero invivibile. In tutti i casi ho il dovere di descrivere le condizioni in cui versa (così come ho fatto e continuerò a fare per altre zone della città) perché ormai è diventata un’enorme discarica a cielo aperto, oltre che un rifugio per clochard locali ed extracomunitari.

Ho iniziato a monitorare la zona a settembre, scattando numerose foto per constatare l’evoluzione o l’involuzione; il degrado è stato inarrestabile e in questo post troverete le più recenti, scattate fra ieri e oggi.
Di seguito una panoramica generale, prima di scendere nei particolari: rifiuti di ogni genere in prossimità dei cassonetti posti a lato della villetta e più o meno regolarmente svuotati dall’Amia: elettrodomestici e mobili, ma anche abbigliamento, scatole e imballaggi gettati dagli ambulanti e dai negozianti della zona, sacchi di spazzatura che i residenti depongono a qualsiasi ora, al di fuori dei bidoni della spazzatura. In tale contesto, i piccioni banchettano festosamente insieme a barboni e perditempo locali ed extracomunitari, intenti ad ubriacarsi a qualunque ora del giorno

Questa gente butta nelle aiuole brik e bottiglie di vino, bicchieri di carta e avanzi di cibo, mozziconi di sigaretta e rifiuti di qualsiasi genere. Il 20 maggio di quest’anno due di loro in preda ai fumi dell’alcool hanno litigato ed è finita a coltellate.

Eppure anche in questa zona della città i cittadini pagano la Tarsu, come tutte le altre tasse, non sono previsti sconti particolari causa degrado. Perché i rifiuti ingombranti giacciono da settimane sotto il sole e sotto la pioggia e l’Amia non prende un provvedimento? Mi permetto un suggerimento: dopo aver ripulito per l’ennesima volta, sarebbe opportuno installare un paio di telecamere per monitorare l’area e inviare di tanto in tanto un addetto che provveda a multare senza pietà coloro che depongono i rifiuti fuori orario.
Dal lato opposto ai cassonetti, auto e moto dei dipendenti Amat, dei negozi vicini e di chiunque ne abbia necessità, sono parcheggiate sopra il marciapiede, dato che la zona è un capolinea di autobus e rientra in zona rimozione. I pedoni sono costretti a fare lo slalom o camminare in strada, rischiando di essere investiti.I proprietari di cani non si preoccupano di raccogliere gli escrementi dei loro animali, che giacciono sparsi nei marciapiedi, nelle aiuole e all’interno del recinto che ospita la statua del principe di Camporeale, il cui cancello è in parte divelto.
Come se non bastasse, gli ambulanti vendono le loro mercanzie occupando impropriamente il suolo pubblico e intralciando il traffico automobilistico. In barba ad ogni regolamento comunale sono almeno in quattro a vendere frutta e verdura esposta per terra o su banchetti improvvisati o direttamente su camion e motoapi: un banchetto si trova alla fermata dell’autobus, vicino il fotografo, l’altro tra il supermarket e il fioraio, il camion in prossimità della famigerata rotonda spartitraffico, la motoape di fronte l’istituto San Vincenzo. Oggi sono arrivati due nuovi ambulanti, uno vendeva broccoli e si è piazzato di fronte il kebab, l’altro, addirittura una friggitoria a tre ruote, ha parcheggiato sulla curva fra le due palme e i cassonetti dei rifiuti. Non sono contraria agli ambulanti, ma che vadano a svolgere le loro ingombranti attività nei mercati o in zone preposte, possibilmente con regolare autorizzazione.


Riguardo il kebab, inaugurato credo all’inizio dell’estate, opera direttamente sul suolo pubblico, giacché il locale è minuscolo e al suo interno trova posto solo un frigorifero. Il titolare ha sistemato bancone, grill, una bombola a gas, tavolini e sedie en plein air e lavora più o meno 12 ore al giorno, dalle 11.00 a mezzanotte. Gli effluvi maleodoranti di carne bruciata arrivano fin sopra i piani alti degli edifici limitrofi. Sono stati contattati telefonicamente più volte i vigili urbani esponendo il problema, anche per capire se questo signore sia autorizzato o meno a usurpare una buona porzione di marciapiede. La faccenda è stata sottoposta anche al nucleo dei NAS, ma a tutt’oggi nessuno si è fatto vivo.
Questa piazza è terra di nessuno, mai visti poliziotti di quartiere, controlli sanitari, vigili urbani, carabinieri. Per la verità transitano, ma non si fermano, e richiedendo un eventuale intervento, rispondono inesorabilmente che non è loro competenza… mi chiedo chi sia competente di cosa in questa città dove le forze dell’ordine giocano a scaricabarile. In agosto mi sono recata al comando dei Carabinieri di via P.Gili, ma mi è stato detto che non dispongono di personale a sufficienza e che avrebbero comunque provveduto a effettuare qualche controllo i primi di settembre, al rientro dalle ferie… siamo a dicembre e la situazione è peggiorata. Pochi giorni fa, il 25 novembre, un barbone è stato trovato morto nei pressi di piazza Principe di Camporeale e solo per questa ragione li ho visti lì… ma perché ci deve sempre scappare sempre il morto per ottenere un intervento???
Questa la panoramica generale, adesso scendiamo nei particolari.
Poco più in là della villetta, si trova il busto del principe di Camporeale vandalizzato in modo indegno e accanto si estende il grande e famigerato recinto di lamiera verde, chiuso da almeno una decina d’anni, per motivi che ignoro. Nessuno comprende che genere di attività persista al suo interno, non ci sono operai, né camion, né rumori, nessuno ha mai capito lo scopo di questi lavori iniziati e mai conclusi. Come se non bastasse, diversi cartelli segnalano divieto di sosta e zona rimozione, intimando addirittura “Limite invalicabile, pericolo di morte”. Gli automobilisti se ne infischiano e parcheggiano ugualmente.

La lamiera verde è stata forzata e da una sorta di porticina creata ad hoc da chi utilizza impropriamente l’area, ho scattato diverse foto, che provano l’abbandono dei lavori.

È una discarica, una latrina, ma anche un dormitorio, un centro polivalente, da cui entrano ed escono senzatetto, barboni, extracomunitari, gente che ha qualche bisogno impellente da soddisfare e chissà chi altri. Le mie foto lo documentano.
L’interno del cantiere


Il busto di Civiletti, poco più avanti, con relativo cancello, è stata vandalizzato e ospita finanche materassi e coperte. D’estate i barboni cucinano i loro pasti e parte della lamiera verde e dei decori, sono bruciacchiati. La zona è a rischio incendio dato che sopravvivono diversi alberi, uno dei quali maestoso e imponente, che meriterebbero cure più attente da chi di competenza.

Sul cartello posto in alto vicino il distributore di benzina, i dati riguardanti i misteriosi lavori all’interno del recinto. Riporto quanto si legge:
Comune di Palermo – Area Infrastrutture e Territorio
Lavori di completamento del collettore emissario sud-orientale della città di Palermo
Progetto esecutivo approvato IN CONFERENZA DEI SERVIZI n° 13 del 7 febbraio 2000
Progetto cofinanziato dall’Unione Europea
Finanziamento con decreto n°199 del 23/12/2004 per € 4.851.070,00
Fondi ex Agensud con decreto del trasferimento del Commissario ad acta n° 3659 del 17/11/1994 per € 26.962.670,00
Impresa appaltatrice: Cariboni Strade e Gallerie S.p.A.
Attestazione di qualificazione n° 1511/03/00 – SOA Mediterranea S.p.A.
Responsabile unico del procedimento: Ing. Concetto Di Mauro
Direzione dei lavori: RTI – Proging – Serin Ingegneria
Direttore dei lavori: Ing. Sergio Di Maio
Direttori operativi: Ing. Gabriele Speciale – Ing. Salvatore Negrelli
Coord. Sicurezza per l’escuzione: Ing. Alfonso Pantalena
Importo lavori a base d’asta: € 23.322.781,50
Oneri per la sicurezza: € 744.110,00
Importo netto contrattuale: € 21.692.632,34
Progettista: Ing. Enrico De Fortis
Coord. sicurezza per la progettazione: Arch. Roberto Musumeci
Gara in data 06/10/2004 offerta di € 21.692.632,34 pari al ribasso del 10,18%
DATA DI CONSEGNA LAVORI: 16 MAGGIO 2005
DATA DI ULTIMAZIONE LAVORI PREVISTA: 14 MAGGIO 2009
Direttore tecnico dell’impresa ……………… (il nome è illeggibile, è stato cancellato)
Direttore del cantiere: Ing. Andrea Reitano
Segue una lista di subappaltatori in bianco
L’anno scorso Repubblica.it pubblicò un articolo che non sortì alcun effetto e che vi prego di leggere perché possiate appurare che la situazione non solo non è cambiata, ma è peggiorata. L’enorme rotonda spartitraffico è rimasta al suo posto, i pedoni continuano a rischiare la vita perché l’attraversamento è difficile, ambulanti e bancarelle proliferano anche nei giorni festivi, trasformando in un suk piazza Principe di Camporeale sette giorni su sette.
Le responsabilità relative il degrado dell’area gravano indubbiamente:
-Sul Comune di Palermo, che continua ad alimentare il degrado della piazza, permettendo di fatto l’accesso nell’area preposta ai lavori di cui sopra, a barboni e delinquenti;
-Sull’Amia che non vuole o non può gestire la pulizia della villetta e del suo riassetto rimuovendo i rifiuti ingombranti della piazza e provvedendo a un controllo sia fisico, sia tramite telecamere dell’area in oggetto;
-Sui Vigili Urbani, che dovrebbero intervenire sistematicamente, multando e sequestrando mezzi e mercanzie di tutti gli ambulanti, spiccando contravvenzioni alle auto parcheggiate sui marciapiedi, in zona rimozione e in doppia fila, rimuovendole ove possibile con carro attrezzi;
-Sulle forze di Polizia, che non pattugliano la zona. Giorni fa un vagabondo è morto nottetempo ed è stato trovato solo l’indomani mattina, mentre l’altra sera intorno alle 20.00 una banda di ragazzini era intenta a sfregiare un furgone parcheggiato, alle 22.00 due ragazzi cercavanoo di forzare il distributore di sigarette vicino la farmacia. Tutta l’estate abbiamo dovuto sopportare bande di ragazzi ubriachi al kebab già descritto, che con i loro schiamazzi ci hanno tenuti svegli;
-Sui Beni Culturali, che non si preoccupano di ripulire e restaurare le due statue e la cancellata.
-Sui cittadini palermitani, che continuano a vandalizzare ogni angolo della città, ignorando qualunque forma di rispetto, oltre che le regole di civile convivenza, conferendo i rifiuti a tutte le ore, gettando in strada qualsiasi cosa e utilizzando in modo improprio l’automobile.
Spero di non aver dimenticato nessuno.
Il link a questo post verrà inviato A CHI DI COMPETENZA e postato in Rete ovunque possibile. Invito i lettori a fare lo stesso. Urliamo la nostra rabbia, questa vergogna deve finire, non è ammissibile vivere fra i rifiuti, convivere con un branco di alcolizzati che ci impedisce di usufruire del giardino e delle panchine, è impensabile dover pagare le tasse comunali e non ricevere alcun servizio. Mi astengo da ulteriori commenti e vi invito a scrivermi, anche in privato, per sollecitare l’interesse delle istituzioni. Abbiamo il dovere di reagire!
© 2010 Mirella Puccio – Tutti i diritti riservati